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Castagnata

castagne Settimana scorsa siamo andati a fare una castagnata ai 4 Venti, sopra Molina di Quosa. Sì, lo so, è un classico della castagnata, e infatti abbiamo trovato tanti altri che avevano avuto la stessa idea. E anche noi non eravamo pochi, visto che sono venuti anche zia Isa, Federico, e zia Teresa con i cuginetti Silvia e Marco, e vari altri che abbiamo smarrito dopo 5 minuti di ricerca castagne.

Anche l’anno scorso (o era due anni fa?) avevamo fatto una castagnata nello stesso posto, ma rispetto a quella volta abbiamo trovato molte più castagne e molto più grandi e sane. Si vede che non ridurci all’ultimo paga!

Abbiamo coronato la giornata con una cena tutti assieme (quelli che eravamo rimasti), allietati dal camino e dalle caldarroste appena levate dal fuoco. Uno spettacolo. Davvero, un evento di quelli che ti fanno esclamare in un sussurro  “questa sì che è vita”.

Le castagne avanzate le abbiamo messe fuori, in una ciotolona, annegate sott’acqua. Dice che si conservano, così, perché muoiono tutti i batteri aerobi. Fra poco le leviamo e le asciughiamo, e speriamo di non trovarle zuppe. Quindi, chi vuole partecipare alla prossima serata-castagne si faccia sentire, che il camino lo accendiamo ben volentieri. E soprattutto stiamo ben volentieri in compagnia.

Parole “storpiate”

Peccato che parole e avvenimenti dei bimbi poi a lungo andare rimangono nel dimenticatoio della mente….Tra queste le parole “storpiate”/inventate/modificate, che magari ci fanno ridere lì per lì ma poi….puff… scompaiono.

Sarebbe da fare una sezione apposita da completare man mano che vengono pronunciate, senza aspettare che si volatilizzino.

L’altra sera ad esempio a Valentina in preda al mal di orecchi abbiamo detto che babbo andava a prendere la Tachipirina in farmacia, così lei si è tranquilizzata al pensiero della Tachiperlina in arrivo…

E poi il camion che diventa al plurare i cami (Damiano o Matteo, boh!), per non dimenticare i Picci di Chiara, la cuginetta, che volavano indisturbati nel giardino….

E poi  come non ricordare Matteo che chiamava il fratellino appena nato? Damiano che diventa Nano che diventa Cacca (probabilmente quando Matteo si è accorto che l’intruso arrivato non aveva intenzione di andarsene…)

Per ora di più non ricordo….peccato! Ma lascio questo post a disposizione per nuove aggiunte,

bye bye

Irene

Aggiornamenti luglio 2009

Valentina: Mi crude il pinzo…

Damiano: Perché non facete anche voi….

Tutti: ho gomitato

Matteo: la gongolfiera

Matteo: coc porn

Vale: coccorn

Treno + bici a Parma

In bici per ParmaApprofittando del ponte del primo Giugno, ci siamo dati una svegliata e abbiamo programmato un bel giro in bici (le foto sono qui). Certo, queste cose non si decidono proprio all’ultimo, altrimenti si corre il rischio di non sapere dove andare a dormire o cosa andare a vedere. E così com’è nel nostro stile, con diverse centinaia di minuti d’anticipo abbiamo pianificato il nostro itinerario e “programmato” il nostro ponte.

Insomma, siamo partiti la domenica mattina con l’idea di andare dalle parti di Parma, che la sera prima abbiamo visto essere dotata di castelli e, soprattutto, sole (a differenza della piovosa alternativa d’Arezzo).

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Compleanni

CompleanniRieccoci! Sì, lo so, della serie: Meglio tardi che mai! Gli aggiornamenti del blog si stanno diradando, eppur si muove. Prima della maggiore età, ripeschiamo nella memoria gli ultimi tre compleanni dei bimbi!

Per Valentina, che ha festeggiato con Marco: festa in casa, dato il periodo invernale, e la necessità di trovare validi aiuti per scacciar via il fantasma che abbiamo trovato nella nuova casa. Era da un po’ di tempo che cercavamo il modo di farlo sloggiare, ma ci voleva una banda di bimbi urlanti per decidersi ad andarsene….

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Formiche

formicaDall’aereo le cose hanno una prospettiva diversa. E non dico solo del banale fatto che il mondo diventa improvvisamente tridimensionale, da bidimensionale che era.

Vedere le cose dall’alto ti fa rendere conto di quanto sia organizzato e strutturato il nostro mondo. Casette ben allineate, strade e viottoli, stabilimenti con capannoni da una parte come scatole da riporre, vasche di purificazione come barattoli di vernice, contenitori in fila come lattine. Tutte quelle formichine al lavoro, le vedi quasi solo perché si muovono in quelle buffe pillole con quattro ruote.

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Parole a casoQualche giorno fa ho visto un articolo che parlava di racconti di sei parole. E’ una cosa che circola da tempo in rete ma mi ci imbatto solo ora. In breve l’idea sarebbe quella di raccontare una mini-storia, quasi solo un’immagine, rigorosamente in sei parole, incluse congiunzioni e articoli. Ad esempio, “credo nella vita prima della morte” va bene (di non so chi). Di quelle che ho visto m’è piaciuta “Si consideri assunta. Può rivestirsi, ora”.

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I festeggianti in Maremma

I festeggianti in Maremma

Un mesetto fa, di Venerdì, Irene si raccomanda con Daniele di non dimenticarsi di tornare a casa prima del solito, per non fare tardi.

- “Per non fare tardi… per cosa? Non ricordo”, con aria spaesata

- “Ma come non ricordi, sei il solito! Non ti meriti nemmeno che te lo ricordi io!” con atteggiamento muliere

- “Ma no, dai, cos’era? Non lo ricordo davvero” ancor più spaesato

- “Ti dico solo questo: dobbiamo partire, ti ricorda nulla?” esasperata

- “Ehm… no, non ricordo” rassegnato

- “Te lo ricorderai a tempo debito”, punitiva

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Matteo perde il suo primo dentino

Matteo perde il suo primo dentino

E così Matteo perde il suo primo dentino! Appena Ivan l’ha saputo, il giorno stesso, gli ha scattato un paio di foto con la webcam del mio computer. E già che la webcam era accesa, anche gli altri due mostriciattoli si sono riuniti per un paio di foto mostruose! :)

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Il mare della Calabria

Partecipanti del campo nazione BdG

BdG a Stilo

Quest’estate siamo andati al campo dei Bilanci di Giustizia a Stilo, in Calabria. Il campo è stato davvero molto bello, abbiamo incontrato molte realtà locali del consorzio Goel, che si oppone al sistema ‘Ndrangheta che ha le sue radici in quelle zone.

Beh, visto che eravamo da quelle parti abbiamo anche aprofittato per fare qualche giorno di mare bello. Lo si vede anche dalle foto.

Martedì sera siamo stati alla cena di classe di Matteo, in uno dei ristorianti sul lungomare di Tirrenia. Visto che l’appuntamento era per le 20:30 ne abbiamo approfittato per fare un giro al mare prima di raggiungere tutti gli altri compagni della primina. Raccolti i bimbi all’uscita di scuola, alle 17, ci siamo fermati a casa giusto il tempo di prendere costumi e asciugamani, e poi ci siamo precipitati a Marina.

La nostra meta per i giri veloci al mare è sempre la stessa: l’ultima spiaggia libera di Marina con la sabbia. Tutte le altre sono state trasformate in spiagge di sassi. E mi sa che abbiamo fatto appena in tempo, visto che in serata, prima che venissimo via, già c’erano le ruspe che portavano tonnellate di sassolini sulla spiaggia.

I bimbi la sabbia, comunque, quasi non l’hanno vista: hanno sguazzato nell’acqua praticamente tutto il tempo. Ridi, scheza, tuffa, schizza, chiama, cerca… non si sono fermati un attimo. Matteo poi s’è ricordato che gli avevo detto che saremmo andati a cercare i granchi sugli scogli della barriera, e così non s’è dato pace finché non mi sono alzato dall’asciugamano su cui avevo appena trovato una posizione svaccosa. “Fifone, hai paura dell’acqua” mi dice ridendo mentro entro piano piano. Poi mi faccio coraggio e via un tuffo nel mare.

Abbiamo raggiunto facilmente gli scogli, Matteo per la prima volta (a Marina, dico) senza la sicurezza dei braccioli. Granchi dappertutto. Ci avviciniamo pian piano, cogliendoli di sorpresa e cercando di acchiapparne qualcuno. Ci si diverte un mondo, tanto che anche Damiano e Valentina ci vogliono raggiungere: infilano i braccioli e ci vengono incontro. Li accompagno attraverso il pezzetto in cui non si tocca, un paio di metri, e poi si uniscono alla caccia. Stelle marine a profusione, quasi ogni scoglio ne ha almeno una. E’ la prima volta che le vedo a Marina, e mi accorgo che, in effetti, ci deve essere stato un cambiamento nell’ecosistema marittimo, anche gli scogli sono ricoperti di una vegetazione d’alghe scivolosa particolarmente abbondante.

I bimbi vanno matti per le stelle marine, ne prendiamo qualcuna e le portiamo alla mamma, rimasta sulla spiaggia. Prima che stiano troppo fuor d’acqua, comunque, io e Matteo le riportiamo al loro scoglio, a godersi un po’ di pace.

Ormai il sole si sta facendo timido, sono quasi le otto ed è ora di mettersi in moto per non far tardi alla cena di classe. Tiriamo fuori i bimbi, che sarebbero rimasti dell’altro, una doccia con l’acqua stiepidita dal sole e poi via, verso altro baccano e divertimento al ristorante.

Per l’ora di andare a letto il crollo è garantito.

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