Approfittando del ponte del primo Giugno, ci siamo dati una svegliata e abbiamo programmato un bel giro in bici (le foto sono qui). Certo, queste cose non si decidono proprio all’ultimo, altrimenti si corre il rischio di non sapere dove andare a dormire o cosa andare a vedere. E così com’è nel nostro stile, con diverse centinaia di minuti d’anticipo abbiamo pianificato il nostro itinerario e “programmato” il nostro ponte.
Insomma, siamo partiti la domenica mattina con l’idea di andare dalle parti di Parma, che la sera prima abbiamo visto essere dotata di castelli e, soprattutto, sole (a differenza della piovosa alternativa d’Arezzo).
Abbiamo fatto bene a non prenotare nulla. Se avessimo prenotato saremmo finiti ad Arezzo, dove il tempo s’è poi rivelato ostile alle biciclette. Ci siamo invece trovati fra le dolci e verdi pianure della campagna parmense, fortunatamente poco trafficate e decisamente piacevoli da attraversare con il ritmo calmo offerto dalla bicicletta.
Con noi ci siamo portati poche cose, giusto un cambio, le cose per il bagno e 2-3 altre fondamentali strumenti di sopravvivenza per il ciclista: camere d’aria di scorta e kit di riparazione per le forature (usato più in questo viaggio che in anni e anni di bici quotidiana in città).
Partecipanti: io, Ire e Ivan. Tre appassionati della bicicletta ma non del ciclismo. I bambini, invece, non facevano parte dell’equipaggio. Non per cattiveria, ci mancherebbe, ma perché andare a spasso in bici su qualche tratto di strada provinciale e senza sapere dove dormire pareva troppo pure a noi, che su queste cose siamo solitamente abbastanza spensierati.
Dunque, dove siamo stati? Le nostre tappe sono state:
- Parma, stazione dei treni
- San Secondo, visita alla Rocca e suoi giardini
- Pieve di San Genesio
- Pernottamento al B&B nelle vicinanze della pieve
Il secondo giorno siamo partiti di buon mattino e abbiamo così proseguito:
- Soragna, e visita alla sua Rocca tuttora abitata dal Principe Diofebo
- Fontanellato, e visita al bel castello con tanto di torre degli specchi spioni
- Fontevivo, e visita alla pieve
- Bianconese, e visita all’intricato e labirintico sistema stradale e autostradale
- Collecchio, e visita all’alimentari che ci ha rifornito di frutta per merenda
- Sala Badanza, dove abbiamo preso nota della collocazione del castello da visitare
- Felino, con visita all’inerpicato castello (con ristorante) in cima ad una salita quasi al di là delle nostre capacità
- Torrechiara, dove abbiamo raggiunto il B&B in vista del bellissimo castello
L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato a chiudere il giro:
- visita al castello di Torrechiara, in restauro dopo il terremoto di Dicembre 2008, e al circostante borgo che per il ponte era tutto arricchito di bancherelle d’artigiani e produttori locali
- Sala Baganza, dove abbiamo visitato il palazzo-fortezza sopravissuto agli allegri restauri-demolizioni apportati da un ufficiale Napoleonico.
- discesa per Collecchio, attraverso i percorsi naturalistici in mezzo al bosco
- stazione di Collecchio e ripresa del viaggio verso Pisa in treno
Che bel giro che abbiamo fatto! Bello bello bello. Dalla voglia che ci ha fatto venire, mi sa che proveremo a bissare l’esperienza prima della fine dell’anno. Anche perché seppure abbiamo visitato 5 castelli e 2 pievi in 3 giorni, qualcosa ci è sfuggito… ma non sfuggirà al giro di recupero!
Eh sì!
E’ stata proprio una bella girata e ci siamo divertiti tanto tanto. Sono proprio contento che l’abbiamo fatto e devo dire che ci voleva proprio un teston… ehm, un mastino come il Tarini per decidere di partire così senza troppe certezze in mano.
Bene così perché è l’ennesima riprova che spesso è meglio buttarsi piuttosto che lasciarsi prendere da tante pippe mentali.
E’ anche vero che non è che siamo andati totalmente al buio, che un po’ di percorso era stato studiato, che materiale di soccorso (bici) vario ce lo eravamo portato, così come mappe e qualche indirizzo utile per bed and breakfast…
Magari hai avuto qualche compagno di viaggio un po’ “ansiogeno” come dici tu, Daniele, ma… mai pensato al fatto che un buon mix di atteggiamenti (chi più all’arrembaggio, chi più misurato) possa dare il risultato ottimale?
Il tuo ansiogeno del cuore,
Ivan
è per questo motivo che vi porto tutti e due….
perché così “litigate” tra di voi…
ed evito di dover discutere io con Dani – il disorganizzato – o con Ivan – l’ansiogeno….:)
A parte gli scherzi…esperienza da rifare!
Prossima meta: Ravenna e Mirabilandia.
Chi è della partita?
Irene